Pignoramenti conto corrente

PIGNORAMENTI CONTO CORRENTE: COS’ E’ E COME FUNZIONA

Pignoramenti conto corrente

Cosa sono i pignoramenti conto corrente?

I pignoramenti conto corrente rappresentano un’esecuzione forzata nei confronti di un conto corrente per il recupero di un credito. Possono essere eseguiti sia verso un deposito bancario che postale e si verifica nel momento in cui il debitore non dispone di immobili e/o mobili da mettere in garanzia.

Pignorare un conto corrente non è una pratica che comunemente viene effettuata nei confronti di tutti i soggetti. Perché avvenga un pignoramento di un conto corrente è necessario che ci sia un soggetto debitore non in grado di garantire beni mobili o immobili rispetto al debito da colmare.

Si tratta a tutti gli effetti di una esecuzione forzata nei confronti di un istituto bancario o postale in cui risiede un conto corrente.

Il pignoramento del conto corrente può avvenire quindi presso terzi: ovvero dove risiedono la pensione o il TFR.

Quanto dura il pignoramento di un conto corrente?

Il ruolo del creditore

Il creditore non può avviare un pignoramento se non ha in mano un “titolo esecutivo” e questo deve essere valido ed efficace. Il creditore, quindi, come prima cosa si deve munire di un atto giudiziale vidimato dal giudice, che attesti che il credito per cui si agisce, sia certo, liquido ed esigibile.

Quando, invece, il creditore ha solo una fattura, un contratto, una bolletta non pagata, un ordinativo o una promessa di pagamento, deve prima passare dal tribunale per farsi rilasciare un decreto ingiuntivo. Questa prima fase del rilascio del titolo esecutivo richiede molto tempo: ci vogliono in media 18 mesi, a volte anni.

Nel caso in cui il creditore abbia una prova scritta, i tempi per il rilascio del decreto ingiuntivo si accorciano e variano dai 2 ai 6 mesi a seconda del tribunale. Dopo questo primo passaggio, il titolo deve essere notificato al debitore, il quale ha 40 giorni per adempiere o proporre opposizione.

Nel caso in cui proponga opposizione, si apre un nuovo giudizio, che ha anch’esso una durata particolarmente estesa. Se invece non è fatta opposizione o si è chiuso il procedimento scaturito dall’opposizione stessa, è necessario il rilascio della “spedizione in formula esecutiva”. E in questa fase sono necessari almeno altri quattro mesi. Se poi non c’è una prova scritta il creditore deve notificare l’atto di citazione e avviare un processo. E, in questo caso, i tempi possono arrivare anche a tre o quattro anni.

I tempi del pignoramento di un conto corrente

L’atto di pignoramento, redatto e firmato dall’avvocato di fiducia, deve essere consegnato agli ufficiali giudiziali. Sarà poi compito di questi procedere alla notifica del pignoramento del conto corrente presso la banca o la posta. I termini per compiere tali formalità variano caso per caso, ma è da tener sempre presente che ogni prolungamento dei termini per espletare tali formalità costituisce un vantaggio per il debitore che potrà, nel frattempo, anche svuotare i propri conti. Dal momento in cui l’atto di pignoramento viene notificato, il creditore ottiene il blocco del conto corrente del debitore.

Come funzionano i pignoramenti conto corrente?

Ma cosa succede esattamente nei casi in cui ci sono stati dei pignoramenti conto corrente?

Viene inviata una notifica alla banca o istituto postale in cui si vieta il prelievo al debitore. Più nello specifico, il creditore deve notificare al debitore:

  • il titolo esecutivo (una sentenza del giudice, un avviso di accertamento immediatamente esecutivo, un decreto ingiuntivo o una cartella dell’agente della riscossione);
  • l’atto di precetto (una cambiale, un assegno o un atto pubblico del notaio), al debitore si dà un termine di 10 giorni per pagare;
  • l’atto di pignoramento vero e proprio, che viene appunto inviato anche alla banca o alla posta, ingiungendo all’istituto in questione di non pagare al correntista le somme pignorate.

La banca o la posta poi attuano il divieto di prelievo al debitore, il quale viene citato in udienza. Il giudice stabilirà la somma da restituire al creditore e le modalità, si può infatti arrivare persino alla chiusura del conto. A questo punto, si possono aprire diversi scenari:

  • Il conto potrebbe essere in rosso o la somma presente potrebbe non essere sufficiente a pagare il debito.
  • conto corrente uguale o inferiore alla somma intimata. Il conto viene bloccato, rimane la possibilità di ricevere eventuali bonifici ma sono soldi bloccati anche quelli, fino all’udienza di assegnazione.
  • conto corrente con saldo superiore alla somma intimata. Il debitore può prelevare le somme in eccesso, quindi quelle non pignorate e può, anche in questo caso, ricevere bonifici.

Se si hanno due conti in due istituti diversi, entrambi verranno bloccati entro i limiti citati.

Pignoramento del conto corrente, come difendersi?

Nel caso in cui si subisca il pignoramento di un conto corrente, si potrà procedere chiedendo entro un lasso di tempo di 60 giorni la rateizzazione dell’importo da pagare. Successivamente, una volta pagata la prima rata del piano previsto sarà possibile procedere con lo sblocco del conto pignorato.

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