Incidenti falsi per truffare le assicurazioni

Indicenti falsi per truffare le assicurazioni

Incidenti falsi: cosa sono e come avvengono

Riconoscere un falso incidente

Prima di entrare in spiegazioni più esaustive, è bene chiarire subito la questione: gli incidenti falsi sono un reato, e in quanto tali possono portare a serie conseguenze penali e civili. Come si può ben intendere, i falsi incidenti stradali rientrano nel reato di truffa ai danni delle assicurazioni, pertanto sono disciplinati dall’art. 642 c.p.

Esistono principalmente due tipi di truffe che riguardano i falsi incidenti:

  • La denuncia di un incidente che non ha mai avuto luogo o l’aggravamento delle conseguenze dannose di un incidente realmente accaduto
  • Il danneggiamento volontario dei beni coperti dall’assicurazione, altresì definito come “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati”, o la mutilazione fraudolenta della propria persona

Inoltre, è importante specificare che ci sono anche due modalità possibili di svolgimento di incidenti di questo tipo, a seconda di quante parti sono coinvolte nella truffa:

  • Il falso incidente potrebbe essere frutto dell’accordo tra due automobilisti, che lo simulano con l’obiettivo di truffare le rispettive compagnie assicurative
  • Il falso incidente potrebbe essere simulato da un singolo automobilista, che denuncia un sinistro mai realmente accaduto o, come detto in precedenza, aggrava le conseguenze di un incidente reale

Nel primo caso, i due automobilisti compilano il modulo di Constatazione Amichevole dell’Incidente (CID) con informazioni fasulle, ricorrendo anche alla complicità di falsi testimoni, un meccanico, un avvocato e talvolta un medico.

Nel secondo caso, invece, viene coinvolto un automobilista ignaro della truffa che rischierà gravi conseguenze, legate sia al proprio premio assicurativo, che potrebbe subire un elevamento del costo, sia al proprio patrimonio, nel caso in cui l’assicurazione non copra completamente il risarcimento.

Ad ogni modo, il fine ultimo della truffa è l’ottenimento di un risarcimento non dovuto o di un risarcimento maggiore di quello che spetterebbe per l’incidente che si è realmente verificato. I reati di truffa alle compagnie assicurative mediante falsi incidenti stradali sono molto diffusi, ma per fortuna esistono dei procedimenti che possono, nella maggior parte dei casi, sventarli. Al riguardo, al giorno d’oggi sono diventate sempre più importanti le agenzie di investigazione privata attraverso vere e proprie indagini con rilievi planimetrici.

Conseguenze di un falso sinistro stradale

Passiamo al punto successivo: cosa succede dopo che un falso sinistro stradale è stato dichiarato?

Diverse pratiche possono essere applicate per verificare se un incidente dichiarato rispecchia le circostanze che sono state riferite.

Innanzitutto è necessario lo svolgimento di una perizia cinematica da parte di un esperto. Questo tipo di perizia consiste nella ricostruzione dell’incidente stradale e delle sue cause, e si avvale di calcoli ricavati dalla cinematica, una branca della fisica che si occupa di studiare il moto dei corpi.

In questo modo vengono stabilite con certezza le cause dell’incidente e i danni che esse hanno provocato. Allo stesso tempo viene effettuata una perizia medica sui danneggiati, che serve a stabilire il legame tra le lesioni riportate e l’incidente stradale denunciato.

Una volta che il sinistro è stato confermato come falso dalle perizie, la compagnia assicurativa presenta una querela al pubblico ministero, e l’automobilista o gli automobilisti coinvolti andranno incontro a una serie di gravi conseguenze, insieme a coloro che hanno partecipato alla truffa.

La querela deve essere presentata entro 90 giorni da quando la compagnia è venuta a conoscenza del reato. Il giudice potrà confrontare le dichiarazioni dei testimoni per far emergere eventuali contraddizioni, che potrebbero portare ad accuse di falsa testimonianza.

Il falso danneggiato subirà invece la condanna alle spese processuali, che consiste nel pagamento non solo di tutte le spese anticipate, come il contributo unificato e l’onorario al proprio avvocato, ma anche tutte quelle che seguono l’emissione della sentenza, come il saldo al CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio).

Talvolta è possibile un’ulteriore condanna alle spese, anche nel caso in cui non venga richiesta dalla controparte, per responsabilità processuale aggravata. Infine, la conseguenza penale del reato di truffa ai danni dell’assicurazione è la reclusione da uno a cinque anni.

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