Lockdown: allarme sulla violenza sulle donne

I numeri neri del lockdown. Sulla violenza contro le donne Amnesty International lancia l’allarme

L’allarme lanciato da Amnesty International ci dice che nei mesi di lockdown molte più donne sarebbero state vittime di violenza all’interno delle proprie case e l’appello non è da sottovalutare.

Il femminicidio e lo stupro, ricorda l’organizzazione, “sono le forme più estreme della violenza di genere, ma non le sole. L’Istat rileva anche l’incidenza di minacce (12,3%), spintonate (11,5%), schiaffi, calci e morsi (7,3%), contusioni per mezzo di oggetti (6,1%).

Il 15,6% delle donne ha subito contro la propria volontà baci, abbracci o palpeggiamenti, mentre i rapporti sessuali inflitti con la forza e contro la volontà della vittima sono al 4,7%; i tentati stupri arrivano al 3,5% e gli stupri effettivi al 3%.

La situazione di convivenza forzata generata dal COVID-19 non ha fatto che peggiorare la gravità di queste situazioni.

Si calcola che solamente nel mese di marzo circa 2900 donne si sono rivolte ai centri anti-violenza, il 74% in più rispetto alla media registrata nel 2018 dalla rete dei centri antiviolenza.

Il ruolo dell’investigatore privato in questi casi può essere di grande aiuto per le vittime.

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